
Città del vino e città d’arte, Alcamo con il castello dei conti di Modica, il centro storico ricco di palazzi, chiese e opere d’arte è uno dei centri più rinomati della provincia per storia, cultura e tradizioni; la posizione alle pendici del monte Bonifato, considerato il “tetto della Sicilia occidentale”, sul quale si trova la Riserva Bosco d’Alcamo, ne fa inoltre uno dei più suggestivi comuni per gli incantevoli panorami sospesi tra cielo e mare con lo stupefacente scenario del Golfo di Catellammare, inciso e delimitato ad est da Punta Raisi ed a ovest dal pronunciato promontorio di Capo San Vito. Il suo territorio fu abitato fin dalla tarda età del bronzo e scelto da Elimi, Romani e Bizantini per la posizione strategica sulle vie occidentali di accesso a Palermo. Con gli Arabi guadagnò il nome di Alqamah, ed il grado di casale. Attorno al castello, fatto erigere nel 1340, si costituì il primo consistente nucleo abitativo che oggi si presenta con un tessuto viario regolare, lungo l’asse del corso principale VI Aprile.
La città murata era divisa in quattro quartieri che prendevano nome dalle chiese di San Giacomo, San Calogero, San Francesco e Maggiore Chiesa. Nel 1812 la città passò, suo malgrado, al demanio regio, ma nel 1860 fu in prima fila per il riscatto dell’isola e il 6 aprile riuscì a liberarsi proclamando un governo provvisorio antiborbonico ed aprendo le porte a Garibaldi.
In passato, come ora, ha sempre avuto vocazione agricola, oggi basata sulla produzione di vini, meloni e frumento: il Bianco d’Alcamo DOC le ha fatto assumere una posizione di rilievo tra le più rinomate città italiane produttrici di vini. Altro settore molto importante è quello della lavorazione del marmo, in particolare del travertino. Dalla bella piazza Bagolino si ha una spettacolare veduta del Golfo di Castellammare e della campagna percorsa da vigneti. Si entra in città attraverso la porta Palermo (1616-1802).
Paesaggio
La posizione – a 276 metri sul livello del mare – alle pendici del monte Bonifato, considerato il tetto della Sicilia occidentale, specchia la città nel blu del mar Tirreno e ne fa un balcone esclusivo sul golfo di Castellammare dal quale l’occhio, spaziando da Punta Raisi al promontorio di Capo San Vito, gode di stupefacenti panorami sospesi tra terra, cielo e mare. Dalla sommità del monte Bonifato lo sguardo abbraccia l’ ampio territorio caratterizzato dalle fertili valli dei fiumi Jato (ad oriente) e Freddo (ad occidente). Dalla piazza Bagolino, detta il Belvedere, si ha una spettacolare veduta del Golfo e del dolce andamento collinare dei terreni, caratterizzati dalla geometria dei vigneti , dai filari di ulivi e dalla presenza delle strutture fortificate dei bagli. Stupendo anche il panorama che dal castello di Calatubo si ha sul golfo, sull’ entroterra, fino al monte Bonifato.
Natura
Sulla sommità del monte Bonifato si trova un’area verde di notevole interesse sia per lo sviluppo e l’equilibrio raggiunti dalla vegetazione arborea, che per la funzione ricreativa e culturale: la Riserva Naturale Orientata Bosco d’ Alcamo, gestita dalla Provincia Regionale di Trapani. I declivi sono colonizzati dall’ampelodesma, meglio conosciuta come ddisa, che forma estese praterie in consociazione all’euforbia dendroide, la palma nana, il sommacco, la ginestra e la ferula. Il fitto bosco, formato in prevalenza da Conifere, costituisce un habitat per numerose comunità di animali. Presso l’ex albergo La Funtanazza è la sede del CELT, un centro di educazione ambientale, creato dalla Provincia Regionale di Trapani, in partenariato con enti e associazioni tra cui la LIPU, che ha realizzato un capanno birdwatching e sviluppato una campagna di sensibilizzazione sull’avifauna.
Monumenti
Il centro urbano, caratterizzato da suggestive vie acciottolate, è severo custode di splendide chiese, sontuosi palazzi e di un trecentesco maniero, il castello dei Conti di Modica che con la sua robusta mole domina l’abitato. La chiesa di San Tommaso (prima metà sec. XV) è un piccolo gioiello gotico-chiaramontano con lo stupendo portale, mentre l’austera torre De Ballis (sec.XV) si fregia di un’elegante cornicione. La chiesa Madre si impone con il solenne assetto basilicale conferitole da Angelo Italia e Giuseppe Diamante (sec. XVII). Fulcro dell’architettura barocca, oltre la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, ritenuta una delle più belle della Sicilia, sono la chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo, quelle di Sant’Oliva e del Collegio dei Gesuiti . Fuori dal centro abitato si ergono i resti di due castelli: quello di Calatubo (sec. XI), e quello dei Ventimiglia sul monte Bonifato (sec. XIV).
Produzione Tipiche
Significativa è l’attività estrattiva e di lavorazione del marmo, soprattutto del travertino che costituisce l’intero sottosuolo del centro urbano. I giacimenti si estendono dalla parte nord del Monte Bonifato, fino alla contrada Cappuccini. A struttura alveolare, in gradazione dall’avorio al nocciola, fu conosciuto soprattutto dopo il 1925, quando levigato e lucidato, venne presentato in mostre nazionali. I “maestri” che per secoli l’hanno lavorato, in tempi più recenti hanno dato vita a straordinarie opere d´arte e contribuito al restauro della Muraglia Cinese. Altro marmo locale è il rosso, in passato utilizzato sia ad Alcamo che in altre città, tra cui Palermo dove riveste lo scalone del palazzo reale. L’attività produttiva della città è supportata da aziende artigianali che si esprimono attraverso la lavorazione del legno, del ferro battuto, del ricamo e delle ceramiche.
Enogastronomia
Alcamo è uno dei principali centri siciliani per la produzione di vini. Al Bianco d’Alcamo nel 1972 è stata riconosciuta la D.O.C. che recentemente è stata estesa anche a vini rossi, rosati e spumanti. Il Bianco d’Alcamo ha colore giallo paglierino chiaro, con riflessi verdi, sapore secco, fresco, con sentore fruttato, odore delicato e una gradazione alcolica compresa tra 11,5° e 13,5°. La città vanta anche la produzione di pregiato olio extra vergine di oliva e del melone purceddu, una varietà dalla buccia verde e rugosa e la forma ovale, che ha per caratteristica la conservabilità. Vasta anche la produzione di dolci tra cui i minni di virgini, paste a forme di seni, ripiene di una crema di latte, detta biancomangiare; il tempo di cottura nelle antiche ricette delle monache veniva spesso indicato in Credo o in Ave.
Folklore & Tradizioni
I giorni 19, 20 e 21 giugno, dedicati alla Festa della Madonna dei Miracoli, patrona della città rappresenteranno un’occasione irripetibile in cui la religiosità popolare di Alcamo diventa anche un grande momento culturale e di socializzazione, con le diverse manifestazioni che si accompagnano ai riti, alle celebrazioni e alla partecipata processione del Simulacro della Madonna portato a spalla : esibizioni di sbandieratori e bande, concerti, spettacoli teatrali e musicali, cortei storici, la cerimonia dei Vespri Solenni con l’illuminazione straordinaria del centro storico, i giochi pirotecnici, le caratteristiche baracche e i venditori di semi, sono alcuni degli aspetti sacri e profani di questa straordinaria festa che oltre gli alcamesi, coinvolge gli abitanti dei paesi vicini e i turisti. Pellegrinaggi al Santuario e altari votivi con addobbi floreali per le vie della città, nel mese di maggio, precedono la festa.
Particolare importanza ha ad Alcamo la letteratura popolare con il riferimento ad avvenimenti locali e con la narrazione di magie e incantesimi, oltre alla poesia dialettale, sia seria che umoristica. Notevole l’uso di indovinelli, di modi di dire e di numerosissimi proverbi con gli immancabili riferimenti al vino e alla gastronomia: Ad Arcamu, nta’Austu li macaseni aspettanu lu mustu (Ad Alcamo in agosto i magazzini aspettano il mosto); Biancu d’Arcamu e Cirasolu di Vittoria (Vino Bianco d’Alcamo e Cerasuolo di Vittoria); Tri sunnu li bboni muccuna: ficu, persichi e miluna (Tre sono i buoni bocconi: i fichi, le pesche e le angurie); Vinu vecchiu e ogghiu novu (Vino vecchio e olio nuovo), Ovu di un’ura, pani di un jiornu, vinu di un’annu nun ficiru mai dannu (L’uovo fresco di un’ora, il pane di un giorno ed il vino di un anno non hanno mai fatto danno).
Svago, Sport e Tempo Libero
La città dispone di numerosi locali di ritrovo, un teatro e un centro congressi con sala mostre. Si può praticare sport in numerose palestre, in un centro polivalente con palestra, piscina, zona benessere, e reparto fisioterapico, e in un centro divertimenti, anch’esso con piscina, provvisto di pista su ghiaccio e parco divertimenti. Un centro ippico con campo ad ostacoli, maneggio e scuola di equitazione, propone equiturismo nella campagna alcamese, trekking ed escursioni in genere. Il mercoledì si svolge ad Alcamo un animato mercato settimanale con mercanzie di vario tipo, dall’agroalimentare, all’abbigliamento, agli utensili e ai prodotti per la casa. Ad Alcamo Marina si possono praticare diversi sport acquatici; la spiaggia, adagiata nel Golfo di Castellammare e lunga diversi chilometri, in estate viene apprezzata da molti bagnanti, per la sabbia fine e vellutata e per l’incantevole mare.
Eventi e Manifestazioni
Alcamo Estate ha un calendario ricco di appuntamenti: concerti, spettacoli teatrali e cinematografici, mostre, giochi, eventi culturali musicali e sportivi. Nei mesi di luglio e agosto si svolge il Summer Time blues Festival, una manifestazione musicale che richiama artisti di fama internazionale. Il 10 agosto Calici di Stelle è una serata dedicata alle degustazioni di vini locali e dei prodotti tipici. Artisti per Alcamo, a fine estate è un festival nazionale con incontri e i laboratori aperti alla città. Natale ad Alcamo comprende eventi e spettacoli nel periodo natalizio. Presso il teatro Cielo D’Alcamo si tiene la Rassegna della Musica e dello Spettacolo e presso il centro Marconi si svolgono concerti di musica classica e il Concorso internazionale cantanti lirici. In concomitanza con i festeggiamenti in onore della Madonna dei Miracoli si tiene il Festival degli artisti di strada.