CINQUE SECOLI DI ARTE SACRA NEL NUOVO MUSEO DI ALCAMO
Da Antonello Gagini a Guglielmo Borremans il Fiammingo, fino alla cappella Don Rizzo progettata da Paolo Portoghesi: la Chiesa Madre S. Maria Assunta di Alcamo, conserva un ragguardevole patrimonio artistico che abbraccia cinque secoli di storia. Un patrimonio arricchito nel tempo anche da una collezione d’ arte sacra, custodita nei locali interni della chiesa, che dal 5 giugno 2010 viene proposta al pubblico con un nuovo allestimento espositivo. Il museo, diretto da Vittorio Palmeri vicario della diocesi di Trapani, è stato voluto dal nuovo arciprete Antonino Treppiedi ed è stato curato dallo storico dell’ arte Maurizio Vitella, con la consulenza di Maria Concetta Di Natale e Roberto Calia, e dagli architetti Piero Artale e Mauro Calamia. Il percorso artistico si apre con il monumentale portale dell’ Oratorio del Santissimo Sacramento, che incornicia un cinquecentesco Crocifisso in mistura, e si sviluppa poi lungo sei sale con dipinti, sculture, argenti, paramenti sacri. La collezione, che negli ultimi quarant’ anni siè via via arricchita per iniziativa di Vincenzo Regina, storico ed arciprete di Alcamo per mezzo secolo, trasmette un profondo senso di armonia e di religioso stupore. È composta anche da opere d’ arte di diverse chiese di Alcamo, ormai chiuse al culto perché inagibili, da oggetti sacri non più utilizzati per i riti liturgici dopo il Concilio Vaticano II e dagli ex voto della Madonna dei Miracoli. «Il museo della basilica Santa Maria Assunta – sottolinea Francesco Melia che a questa collezione d’ arte ha dedicato una ricerca monografica – racchiude in sé il valore di recuperare, conservare e divulgare la tradizione storica, artistica e devozionale della nostra comunità». Tra le opere più antiche del museo, un affresco staccato, proveniente dalla chiesa gotica dell’ Annunziata, e una Croce dipinta, entrambi del XIV secolo. E ancora, la grande tela monocroma Il ritrovamento dell’ immagine della Madonna del poeta Sebastiano Bagolino. Del pittore alcamese Giuseppe Renda, allievo del Velasco alla fine del ‘ 700, il museo presenta la tela del SS Salvatore e il ritratto di Benedetto Mangione (olio su tela, 1793), arciprete e mecenate. Dello stesso artista, la basilica di Alcamo conserva la splendida Madonna del Lume. Ma il più importante dipinto del museo è probabilmente il ritratto di Felice Pastore, barone di Rincione (olio su tela, 1840) realizzato dal palermitano Giuseppe Patania.
Il museo rimane aperto dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30.
