
L’area interessata dal presente sito internet si identifica con il comune di Alcamo e la sua frazione balneare Alcamo Marina, appartenenti alla provincia di Trapani. La città sorge in una zona collinare posta a 256 metri sopra il livello del mare, alle falde del monte Bonifato, e si estende su una superficie di 130 kmq. La sua posizione geografica è particolarmente favorevole, poiché il territorio si affaccia sul Golfo di Castellamare, è vicino al capoluogo siciliano e propone nei suoi dintorni luoghi suggestivi come Segesta, le riserve naturali dello Zingaro e del Monte Bonifato, le acque calde termali e le tonnare. Il comune conta più di 43.000 abitanti e presenta una densità abitativa di 332 abitanti per chilometro quadrato.
Importante zona agricola e polo industriale, Alcamo è uno dei più grandi centri siciliani per il commercio del vino e può contare su un marchio proprio, l’Alcamo Doc. Il suo territorio, caratterizzato da bagli, ville, aziende vitivinicole e cantine, è molto rinomato per la produzione del vino ed in particolare per il “Bianco d’Alcamo”.
La città è ricca di industrie enologiche, ma particolarmente sviluppati sono anche l’allevamento ovino, caprino e bovino,oltre alla coltivazione di prodotti quali i meloni, le olive ed i cereali. Negli ultimi decenni, alle attività economiche più tradizionali, l’agricoltura e l’artigianato, si sono affiancate numerose attività commerciali, industriali ed orientate all’offerta di servizi.
La città offre un centro storico ricco di palazzi e di chiese che custodiscono le opere di artisti rinomati quali Gagini, Serpotta, Novelli e Borremans e molte delle sue abitazioni conservano ancora la loro tipica architettura medievale. Alcamo è infatti una città ricca di storia, arte e cultura, che nel corso dei secoli è stata abitata da popolazioni diverse, quali Greci, Romani, Arabi e Normanni, che hanno lasciato tracce della propria presenza.
Tra le strutture architettoniche di maggiore risalto emergono il Castello dei Conti di Modica, di origine tardo-medievale, le facciate in stile Barocco Siciliano di alcuni palazzi ed altre costruzioni quali Palazzo Rossotti, la Torre de Ballis e la Loggia Comunale. Accanto a queste costruzioni di uso civile, risaltano numerose manifestazioni dell’arte sacra, che nell’insieme offrono un quadro completo della variegata architettura religiosa alcamese, sviluppatasi nel periodo compreso tra il Duecento e l’Ottocento: l’imponente chiesa seicentesca della Matrice, la chiesa di Santa Chiara, la chiesa di San Francesco d’Assisi, quella di Santa Maria del Gesù, la chiesa del Santo Salvatore, quella di S. Oliva, la Badia Nuova e la chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo. Accanto a questi esemplari di arte sacra, sono presenti anche alcune chiese sconsacrate e destinate a funzioni di vario genere, quali la chiesa trecentesca di San Tommaso d’Aquino, la chiesetta rinascimentale di San Nicola di Bari e la chiesa di San Giacomo de’ Spada, sede della biblioteca multimediale.
Alcamo è nota anche per il celebre poeta Cielo d’Alcamo, autore del famoso contrasto “Rosa fresca aulentissima”, che costituisce uno dei più interessanti documenti della lingua e della letteratura italiana del Duecento. Al famoso poeta è stato dedicato il teatro cittadino di origine seicentesca, chiamato Teatro Cielo d’Alcamo dopo i recenti restauri.
A cinque chilometri dal centro abitato si trova il Monte Bonifato, in buona parte ricoperto da una florida pineta di conifere denominata “Riserva Naturale Orientata”, nella quale sono presenti diverse varietà di alberi e piante. Sulla cima del monte si trova la torre nord-ovest del Castello dei Ventimiglia, fondato dagli Arabi e consolidato e restaurato nel XIV secolo dagli stessi Ventimiglia. Sul versante nord-ovest del monte si trovano ancora i ruderi del villaggio medievale e fuori dall’agglomerato rurale la vasta necropoli presenta delle tombe che per la loro struttura risalirebbero all’Età del Bronzo.
Come si è accennato, il territorio di Alcamo comprende anche la zona balneare di Alcamo Marina, che si estende con la sua spiaggia dorata per alcuni chilometri, dal territorio del comune di Castellamare del Golfo fino all’antica fortezza araba del castello di Calatubo.